
L'industria vetraria muranese produceva e produce oggetti di raffinatissimo artigianato prodotti con una cura e una tecnica invidiabile.
Piatti, scodelle, calici, coppe, bicchieri, boccali in vetro bianco o colorato, decorati a smalti o a freddo, ma anche vetri a reticella o a filigrana, a millefiori o all'avventuriera (disseminati di pezzetti di rame) nonchè i vetri da specchio e vetri da finestra proddotti in quantità industriali.
Questa tipica arte veneziana sorse a Murano nel 1291 quando le fornaci vennero concentrate nell'isola che godette di privilegi speciali: ad esempio, le figlie dei maestri del vetro potevano sposare i maestri veneziani.
La produzione venne regolata da un severo statuto che impediva ai maestri muranesi di portar l'arte fuori da Venezia.
I primi oggetti prodotti furono i "mocolli" (bicchieri tronco-conici), le "angostorie" (bottiglie domestiche dal collo lungo), e le "bucoe" (bottiglie da taverna).
La produzione vetriera ebbe in seguito una fase di declino perché, nonosante i divieti gli artisti immigrati diffusero l'arte di
murano in tutto il mondo.
LE TECNICHE DI LAVORAZIONE
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