Le assemblee del Maggior Consiglio si svolgevano in un ambiente grandioso, lungo più di 50 metri, in una sala del palazzo Ducale. Il Maggior Consiglio, nato nel 1319, era la sovranità effettiva della Repubblica che veniva però rappresentata dal doge. Si poteva far parte del Maggior Consiglio solo a 25 anni con una eccezione, ovvero, era possibile entrarci a 20 anni se nel giorno di S. Barbara, in una cerimonia tenuta dal Doge, si riusciva ad estrarre una palla d' oro tra tante d' argento; veniva chiamato "Triste" chi era eletto grazie a questa eccezione che poi venne allargata ai diciottenni. Con queste facilitazioni il numero dei componenti del Maggior Consiglio si era molto allargato: nel 1493 era arrivato ad essere composto da 2500 persone; di queste però non tutti potevano partecipare alle sedute. Le leggi venivano votate da circa 400 persone, quando il numero dei componenti si allargò, le urne elettorali si portarono da 2 a 3. I compiti del Maggior Consiglio erano di gran rilievo: oltre a svolgere un ruolo legislativo, si occupava di attribuire le cariche pił importanti dello stato. Nel XV secolo il lavoro del Maggior Consiglio s'intensificò perché dovette adattare le vecchie strutture al nuovo stato e dovette provvedere ai problemi militari e finanziari. Veniva presieduto da un consigliere del Doge in carica settimanale. Compito del Maggior Consiglio era eleggere i magistrati e i consiglieri; doveva attribuire 831 posti tra cui quelli prestigiosi del Senato, dei procuratori di S. Marco e del Consiglio dei dieci. Il Maggior Consiglio lasciava svolgere i compiti più intensi a una delle più antiche magistrature, quella degli Avogadori di Comun che controllava l' osservanza delle leggi e teneva presso di sé i registri cosiddetti " Libri d' Oro".
Il Maggior Consiglio era il luogo dei grandi dibatti politci. Nel corso del XIII secolo, per limitare l'aumento dei partecipanti al Maggior Consiglio, entrò in vigore la Serrata
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