Nella Serenissima signoria il Doge era la figura più importante. Il doge incarnava la maestà dello stato, e come tale veniva trattato, indossava vesti sfarzose ( di lamé d'oro e d'argento a seconda delle stagioni e delle circostanze ) e la corona dogale: il Corno. Il Doge lo porta una sola volta all'anno, il giorno di Pasqua quando visita la chiesa di San Zaccaria; normalmente ne porta una versione meno ricca. La sua immagine figura, assieme al suo nome, sulle monete: porta un anello a sigillo dove la scritta "voluntas ducis" é stata col tempo significatamente sostituita da "voluntas senatus". Capo della repubblica veniva chiamato anche Principe. Alla sua carica, così come pure a quella della dogaressa, erano dovuti rispetto, devozione e onore. Non poteva uscire in pubblico se non accompagnato dal resto dei componenti dello stato. Il Doge svolgeva i compiti più importanti, mentre i compiti di ordinaria amministrazione venivano sempre svolti dalla Serenissima Signoria. Il Doge entrava a far parte con i suoi consiglieri del Consiglio dei Dieci. C' erano anche delle restrizioni per il Doge, queste erano nate per tutelare la reppubblica dopo alcuni tentativi di ergersi a tiranni da prte di alcuni dogi. Queste restrizioni non impedivano comunque ad alcuni dogi di forte personalità di incidere molto sulla vita politica. Il doge dipendeva dal Maggior Consiglio, dal quale veniva eletto. Da governante più o meno assoluto il Doge diviene via via un magistrato, il primo magistrato della Repubblica; i suoi poteri sono limitati e ad ogni successione vengono limitati ancora di più. La più importante restrizione gli impediva di proporre misure che aumentassero i suoi poteri: queste limitazioni colpivano anche i suoi familiari. Il Doge non poteva compiere nessun atto governativo da solo, ma doveva avere sempre l'ausilio dei consiglieri. Il Doge é eletto, dopo la morte del suo predecessore e la sua carica dura fino alla sua morte. |