GLI SPOSTAMENTI NEL CORSO DEL '900
1850/1910 Il comportamento razzista anti-indiano, tenuto dai bianchi europei nel continente americano, iniziato nel XV° secolo, ebbe il suo apice tra la seconda metà dell'800 e gli inizi del '900.
Questa politica portò a un  vero e proprio genocidio degli Indiani d'America: si calcola che prima della conquista i nativi fossero …………; oggi si stima siano ridotti alla modesta cifra di 1.500.000 di individui.
La maggior parte dei sopravvissuti si trova ora segregata nelle riserve a loro destinate, altri sono "stati  integrati" nella società canadese e statunitense.
1900/14 Dal 1876 al 1900 oltre 5 milioni di italiani emigrarono all'estero. I 3/5 di questi verso le Americhe, il resto verso l'Europa, l'Asia e l'Africa. Con l'inizio del secolo la situazione si aggrava: dal 1900 al 1914 circa 8,5 milioni di italiani lasciano le loro terre per andare, per la maggior parte, verso gli USA, l'Argentina e il Brasile in cerca di fortuna.
La prima guerra mondiale interrompe il flusso migratorio che riprende impetuoso nel primo dopoguerra, ma da questo momento gli Stati Uniti regolano il flusso degli immigrati lasciando passare solo la quantità e il tipo di manodopera necessaria al proprio sistema produttivo.(Nicola Scognamiglio (a cura di) MultiSud, Emi, Bologna 1999.)
1919/24 I confini stabiliti nel 1919 al termine della Prima guerra mondiale, lasciavano sotto il dominio straniero un buon numero di gruppi etnici, i cui diritti erano però espressasmente tutelati dalle clausole dei trattati riguardanti le minoranze. Malgrado queste clausole, vi furono imponenti spostamenti di profughi. (Atlante Storico Mondiale De Agostini)
1919/oggi L'opera di repressione fu particolarmente dura nell'Armenia ottomana dove nel 1915, in seguito a numerose stragi, ebbe luogo la grande deportazione con il trasferimento di circa 1.750.000 armeni in Siria e Mesopotamia, nel corso della quale trovarono la morte i 2/3 dei deportati. Nel 1918 venne creata la Repubblica Armena che venne riconosciuta indipendente ma fu subito occupata dai Turchi e dai Sovietici che se la divisero. Negli anni '70 sono sorti tra le comunità armene in esilio gruppi armati clandestini che operano con attentati contro le rappresentanze diplomatiche e commerciali turche, specie in Europa occidentale, per denunciare le vessazioni cui è sottoposta la popolazione armena in Turchia e per rivendicare la libertà e l'indipendenza del popolo armeno. A metà degli anni '80 gli Armeni sono stati al centro di ulteriori conflitti etnici nell'allora Unione Sovietica. (Nicola Scognamiglio (a cura di) MultiSud, Emi, Bologna 1999.)
1930/79 Dalla Seconda guerra Mondiale negli Stai Uniti c'è stata una massiccia migrazione verso Ovest; la California è ora lo Stato più popoloso. Gli Stati industriali hanno i redditi più alti, mentre i due Dakota, l'Arkansas e il Mississipi sono ai livelli più bassi sia per quel che riguarda la ricchezza, sia per l'incremento demografico. La popolazione  bianca è cresciuta meno rapidamente e i neri si sono stabiliti prevalentemente nelle grandi città.(Atlante Storico Mondiale De Agostini)
 1933/45 Hitler suddivise l'Europa in varie zone: zone "ariane pure", annesse alla Germania, o da essa occupate, e integrate nella sua economia; zone occupate "non incorporate"; Paesi satelliti; l'Oriente slavo, occupato e saccheggiato, destinato alla colonizzazione tedesca e i cui abitanti sarebbero dovuti diventare degli schiavi analfabeti. In questa "logica" si inserisce la politica dei campi di sterminio.(Atlante Storico Mondiale De Agostini)
1945 Il crollo del Terzo Reich nel 1945 portò alla liberazione di milioni di prigionieri di guerra e di lavoratori forzati. Altro grande spostamento di popolazione fu quello dei tedeschi espulsi da alcuni dei loro territori pre bellici, specialmente nell'Europa orientale, e da Paesi annessi alla fine degli anni Trenta. Un ulteriore movimento fu quello provocato dall'espansione della Russia sovietica con l'annessione dell'Estonia, Lettonia e Lituania e dallo "slittamento" della Polonia verso occidente.(Atlante Storico Mondiale De Agostini)
1948/oggi Per molti secoli la Palestina aveva ospitato una maggioranza musulmana di lingua araba e delle minoranze cristiane ed ebree; ma alla fine del secolo XIX le proporzioni cominciarono a modificarsi, quando gli ebrei presero ad emigrare sotto la pressione delle persecuzioni russe e del nuovo ideale sionista.I principali momenti di emigrazione furono dopo la prima guerra mondiale e dopo la seconda, a seguito delle persecuzioni naziste, dopo il 1948 a seguito della costituzione dello Stato di Israele, e sino ad oggi come conseguenza della politica di insediamento dei coloni. 
1926/1970 Dal 1926 al 1939 il maggior incremento demografico si ebbe nei centri industriali di Mosca e Leningrado. Il secondo periodo (1939-1959) comprende gli anni di guerra e mostra il movimento verso est degli insediamenti industriali e della popolazione urbana. Un ulteriore incremento della popolazione urbana si verificò a ovest dal 1959 al 1970.(Atlante Storico Mondiale De Agostini)
1923/oggi Nel 1923 la regione in cui viveva il popolo curdo subì una frammentazione che portò i Curdi a vivere in Paesi separati. A più riprese si sono susseguite sollevazioni indipendentiste, tese a riconquistare la originaria unità, specialmente in Iraq. Tra il 1961 e il 1966, sempre in Iraq, esplose una sanguinosa guerra civile, male condizioni curde non sono migliori né in Iran, né in Turchia. Questa situazione ha costretto molti curdi ad emigrare o a trovare rifugio in altri Stati. (Nicola Scognamiglio (a cura di) MultiSud, Emi, Bologna 1999.)
 1986 In Ucraina, nella centrale elettronucleare di Cernobyl, tra il 23 e il 26 aprile del 1986 si verificò un disastroso incidente: un reattore  nucleare esplose e provocò il rilascio nell'ambiente di notevoli quantità di materiale radioattivo.  In Ucraina, Russia e Bielorussia, la  radioattività contaminò gravemente un'area di 160.000 Kmq, abitata da 9 milioni di persone e rese necessaria l'evacuazione definitiva di 400.000 persone.  Questo incidente portò ad una seriedi malformazioni genetiche e a un vertiginoso aumento dei casi di tumore. (Nicola Scognamiglio (a cura di) MultiSud, Emi, Bologna 1999.)
1956/81 In Italia ci sono sempre state migrazioni interne, soprattutto nel settore agricolo: erano migrazioni temporanee, legate alla pastorizia o ai lavori stagionali per il raccolto. Nel secondo dopoguerra però questo movimento assunse un carattere vertiginoso: dal 1946 circa 6 milioni di persone abbandonarono le campagne per trasferirsi nelle città industriali del Nord. Si tratta di un fenomeno di inurbamento: milioni di Italiani lasciarono i loro paesi di origine e ciò rese possibile il cosiddetto "miracolo economico", che trasformò l'Italia da paese prevalentemente agricolo a paese industrializzato. Tutto questo però ha richiesto enormi costi umani e sociali.(Nicola Scognamiglio (a cura di) MultiSud, Emi, Bologna 1999.)
1970/90 Molteplici sono gli spostamenti umani che riguardano la zona geografica del Sud Est asiatico: le ragioni sono prevalentemente legate alle dinamiche economiche della penisola indocinese e alla fine della guerra in Vietnam. 
1980/oggi Negli ultimi venticinque anni il pianeta ha conosciuto molteplici spostamenti umani: le ragioni sono da individuarsi prevalentemente nelle dinamiche economiche, ma sempre più frequentemente come conseguenza di motivi ambientali, militari e politici.
secolo
XX°
Il popolamento dell'Australia, che avvenne quasi sicuramente dal Nord, risale a tempi remoti e non è possibile stabilire una precisa datazione. Gli Aborigeni hanno subito nel corso del tempo, sul loro territorio le pressioni di popoli diversi, per ultima l'invasione dei bianchi.
Nel corso del '900 le forti rivendicazioni per le terre ingiustamente espropriate, presentate da un movimento di protesta nato negli anni trenta e tuttora attivo, hanno portato a un recente riconoscimento legislativo dei diritti degli aborigeni.
fonte: Enciclopedia Encarta '98, Microsoft Corporation.

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